L’aspetto contadino della tradizione culinaria regionale รจ dominato dallโuso delle olive, dai funghi e dal tartufo, che da solo รจ unโimportante risorsa integrativa per lโeconomia rurale delle Marche, dove si concentra un terzo della produzione annuale italiana. Viaggio alla scoperta dei sapori piรน forti e decisi della gastronomia locale.
I funghi ed i tartufi nei boschi, il maiale ed il cotechino in campagna, il pesce sulla costa. Ma anche i salumi ed i vini. Il tour alla scoperta della gastronomia marchigiana รจ un viaggio a 360 gradi. La cucina di questa regione vanta, infatti, unโeccellente fusione tra le pietanze di terra e le specialitร marinare, in una commistione di prodotti semplici (come la pasta fatta in casa) e nobili (si pensi al tartufo) che ne fanno una delle tradizioni culinarie piรน ricche dโItalia.
Lโuso delle olive domina tutta la cucina marchigiana
Il territorio marchigiano, in generale, e quello piceno, in particolare, hanno una forte vocazione olivicola. Per il clima particolarmente favorevole delle sue colline, la campagna delle Marche รจ stata da sempre coltivata ad olivi, sin dalla loro importazione sul territorio italico ai tempi dei Fenici e dei Greci. Per questo motivo le olive sono, insieme ai funghi e al tartufo, un prodotto di punta della cucina rurale del luogo.
- Le olive allโascolana: simbolo della gastronomia marchigiana
Le olive allโascolana sono il piatto piรน tradizionale e rappresentativo della gastronomia delle Marche. Originarie di Ascoli Piceno (come dice il nome stesso), queste particolari โpolpetteโ dalla forma perfettamente sferica sono diffusissime in tutta Italia e famose anche allโestero.
Comโรจ noto si tratta di una pietanza a base di olive e carne, che viene generalmente servita da antipasto, anche se oggi trova sempre piรน impiego come finger food al posto dei tradizionali secondi di carne. Lโuso di condire le olive in salamoia affonda le sue radici nellโepoca romana ma la ricetta originale delle olive allโascolana risale al 1800 (e sarebbe nata dalla necessitร di smaltire gli avanzi di cibo nelle cucine dei nobili).
Per preparare le olive allโascolana secondo la ricetta originale si usano le olive del Piceno DOP: croccanti, con un retrogusto amaro, hanno forma ellittica ed un colore che vira dal verde al giallo paglierino. Sono queste le caratteristiche del gustoso ripieno che si trova sotto la panatura fritta, croccante ย e dorata. Lโoliva denocciolata viene riempita con un condimento a base di carne mista (maiale, manzo e pollo) insaporito da diversi odori (chiodi di garofano, pepe, noce moscata, carote, sedano e cipolla).

- Lโextravergine marchigiano: una tradizione antica
Lโolio extravergine di oliva marchigiano รจ uno dei prodotti piรน apprezzati di questa terra. Da queste parti, punto di forza della produzione dellโolio รจ la varietร delle olive che si coltivano sulle colline marchigiane: un mix che dร vita ad un olio dalle caratteristiche organolettiche irripetibili. Se usate singolarmente, dalle diverse qualitร di olive si ottengono altrettanti olii dai profumi cosรฌ singolari da essere unici ed inimitabili: da quello fruttato al sentore di mandorla a quello piรน โacerboโ, amaro e piccante.
Con un unico comun denominatore per tutti i frantoi: lโeccellente qualitร del prodotto finale. Lโolio marchigiano ha ottenuto il riconoscimento Igp e oggi รจ particolarmente apprezzato anche sul mercato estero.
I funghi: il sapore forte e deciso della cucina campagnola marchigiana
Le Marche vantano molte varietร di funghi, una delle specialitร gastronomiche piรน rappresentative della cucina rurale della regione. I porcini, i prataioli, i nebbioli, gli ovuli buoni e i funghi di San Giorgio, le morette e le spugnole sono solo alcuni dei funghi raccolti sullโappennino umbro-marchigiano e che in cucina vengono utilizzati per la preparazione di primi piatti accompagnati da salsicce (che siano pasta, polenta o lasagne) oppure nei secondi a base di carne. I luoghi piรน famosi del territorio per la raccolta dei funghi sono: Monte Nerone, Monte Catria, Monte Acuto, Genga e il Parco della Gola Rossa.
Il tartufo: il re della provincia di Pesaro-Urbino
I boschi della provincia di Pesaro-Urbino rappresentano il cuore della produzione del tartufo, non solo marchigiano ma nazionale. Un vanto di questa regione che รจ considerata, non a caso, una delle capitali italiane del tartufo perchรฉ produce da sola un terzo dellโintera raccolta annuale italiana. Tanto che sul territorio sono organizzati numerosi eventi e sagre dedicati alla promozione del prodotto.
Il commercio del tartufo rappresenta, infatti, una risorsa importante per lโeconomia rurale delle Marche perchรฉ la regione offre tutte le specie di tartufo piรน importanti e richieste sul mercato: dal tartufo bianco di SantโAngelo in Vado ed Acqualagna, al tartufo nero, che ha una piรน vasta diffusione tra Acqualagna, Cagli, Acquasanta Terme, Roccafluvione, Comunanza, Montefortino, Camerino e Visso. Con un periodo di raccolta considerevolmente ampio in considerazione della particolaritร del prodotto: da ottobre (per quello bianco) sino a marzo (per alcune tipologie di quello nero).
Il tartufo in tavola con i maccheroncini di Campofilone
La tradizione culinaria locale abbina il tartufo ad un altro prodotto simbolo della cucina contadina delle Marche: la pasta fatta in casa. In particolare, nelle case marchigiane il tartufo viene usato per condire la pasta lunga e sottile tirata a mano nota come maccheroncini. Di cui quelli di Campofilone (Fermo) rappresentano la tipologia piรน nota, anche fuori dai confini locali. Preparati con semola di grano duro e ricchi di uova (la ricetta originale ne prevede ben 10 per un chilo di farina) questi maccheroncini lunghi e fini come capelli dโangelo vantano la denominazione Igp ed una tradizione risalente al 1400.
Abbinamenti: imperdibile quello con la Lacrima di Morro dโAlba
Se hai giร in mente di dedicarti alla preparazione di queste pietanze succulente non puoi perdere lโabbinamento con unย vinoย che si fa portavoce dello stesso territorio, esaltando la forza delle suggestioni e dei profumi che gli ingredienti che ti abbiamo appena raccontato serbano in sรฉ. Stiamo parlando della Lacrima di Morro dโAlba DOC, un rosso deciso, porporino, fruttato al punto giusto per essere gradevole al palato, con sentore di viola e fiori di ciliegio. Si abbina alla perfezione ai piatti della tradizione e ti garantirร un successo, a tavola con i tuoi ospiti.
LA TRADIZIONE MARCHIGIANA NEL BICCHIERE
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